La bozza di regolamento sull’Autorizzazione unica ambientale (Aua) ha ottenuto il via libera della Commissione Ambiente della Camera. La Commissione ha però avanzato alcune osservazioni. Una di queste riguarda la durata dell’autorizzazione, fissata a 15 anni, periodo considerato troppo lungo, soprattutto alla luce del sviluppo, molto veloce, delle nuove tecnologie. Contemporaneamente, una riduzione eccessiva dei termini potrebbe tradursi in un disincentivo per nuovi investimenti.

Lo schema di regolamento attua le misure della 35/2012. Il risultato è: le Pmi e gli impianti che non hanno dimensioni sufficienti a richiedere l’Aia, Autorizzazione integrata ambientale, ottengono una sola autorizzazione invece di sette. L’Aua sostituisce:
1) l’autorizzazione sugli scarichi;
2) la comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue;
3) l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera;
4) la documentazione previsionale di impatto acustico;
5) l’autorizzazione all’uso dei fanghi di depurazione;
6) la comunicazione sullo smaltimento;
7) il recupero dei rifiuti.

Per richiedere l’Aua occorre presentare solo una domanda, allo Sportello Unico per le attività produttive, che la inoltra alle autorità competenti. L’Autorizzazione deve essere rilasciata entro 90 giorni. Sono possibili deroghe, se necessaria la convocazione della Conferenza di Servizi. Previsto il ricorso ai poteri sostitutivi per il mancato rispetto dei termini.
Una volta ottenuta, l’autorizzazione unica ambientale dura 15 anni (questo il punto contestato dalla Commissione).

Leggi anche l’approfondimento della nostra blogger Roberta Lazzari Autorizzazione Unica Ambientale, comprende e sostituisce 7 autorizzazioni.

La semplificazione comporterà comunque un risparmio alle piccole e alle medie imprese: la stima va oltre un miliardo e trecento milioni di euro.

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