I lavori di restauro del Colosseo possono partire. Abbiamo seguito la vicenda sin dall’inizio, ci ha appassionato e, finalmente, è arrivata ieri la notizia: il finanziamento di 25 milioni di euro dal gruppo Tod’s di Della Valle raggiungerà il suo scopo. Unico ostacolo rimasto in piedi, salvo ricorsi dell’ultimo minuto al Consiglio di Stato, la burocrazia che, ancora per qualche mese, impedirà l’avvio del cantiere. “Solo” la burocrazia italiana, quindi, si frappone tra il finanziamento privato e l’inizio dei lavori.

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Con una sentenza emessa ieri il Tar del Lazio ha accolto il ricorso della ‘Gherardi’, società aggiudicatrice dell’appalto poi esclusa dalla Sovrintendenza per la mancata presentazione di alcuni documenti, che ha dunque il via libera per cominciare i lavori.

La sentenza della II sezione quater del Tar del Lazio dà il via libera di fatto al restauro dei prospetti settentrionale e meridionale del Colosseo nonché realizzare le cancellate a chiusura dei fornici del primo ordine. Per i restanti lavori, infatti, restano da affidare ancora altre tre gare. Si tratta di quella che porterà alla creazione di un centro servizi e di quelle per il restauro degli emicicli e delle parti interne dell’Anfiteatro Flavio.
A 73 anni dall’ultimo ritocco, dunque, il Colosseo è pronto a rifarsi il look. Inizialmente previsti per dicembre scorso, i lavori di restauro sono slittati più volte proprio a causa di una serie di ricorsi al Tar, prima da parte del Codacons e poi delle ditte che hanno partecipato al bando di gara. La sentenza del Tar di ieri dà finalmente il semaforo verde ai lavori che dovrebbero durare in totale circa tre anni, durante i quali però il monumento resterà comunque visitabile da parte dei milioni di visitatori che ogni giorni affollano i suoi corridoi.

Unico inghippo per l’avvio dei lavori: dalla sentenza al montaggio delle prime impalcature dovrà passare ancora qualche mese, il tempo necessario per sbrigare le pratiche burocratiche. Le procedure proseguiranno con la firma del contratto e la redazione del progetto esecutivo da parte della società incaricata. La Soprintendenza si avvarrà di ogni previsione di legge atta a ridurre i tempi per le operazioni propedeutiche all’apertura del cantiere. In ogni caso entro i tre mesi previsti per tali fasi, i ponteggi saranno montati sulle prime cinque arcate oggetto della pulitura e del successivo restauro conservativo.

Entusiasta il commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Evviva! Con questa decisione del Tar che sblocca il contenzioso tra i partecipanti al bando di gara, i cantieri del restauro del Colosseo possono aprire”. Soddisfatta anche la Sovrintendente ai beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera. “Con sollievo – dice – vedo ripartire il conto alla rovescia per l’inizio dei lavori”.

 

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