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IVA agevolata ristrutturazioni edilizie: quando al 4%, al 10% e al 22%

IVA agevolata ristrutturazioni edilizie: quando al 4%, al 10% e al 21%

IVA agevolata al 4% e al 10% per interventi edilizi. A distanza di qualche mese, torniamo su un argomento di estremo interesse per chi si appresta a eseguire lavori di ristrutturazione edilizia, approfittando della detrazione fiscale sull’IRPEF al 50% che scadrà il prossimo 31 dicembre 2014.

La domanda a cui cerchiamo di dare risposta in questo post è la seguente: quando è possibile usufruire dell’IVA agevolata al 4% o al 10% per i lavori di ristrutturazione edilizia?

C’è poi la questione dell’IVA ordinaria che, a partire dal 17 settembre 2011 è salita al 21% per effetto dell’entrata in vigore della legge 148/2011, che ha convertito in legge dello Stato il decreto 138/2011. Per molti lavori edilizi, infatti, non si applica l’IVA agevolata ma l’aliquota “piena” del 21%, soprattutto se materiali e beni necessari per effettuare i lavori sono acquistati direttamente dal proprietario dell’immobile nel quale sono eseguiti gli interventi di ristrutturazione. A settembre di quest’anno, inoltre, l’aliquota IVA ordinaria è stata ulteriormente ritoccata la rialzo, arrivando al 22%.

Per capire quando applicare l’IVA al 10% (o addirittura al 4%) e quando al 22%, è necessario preliminarmente distinguere i due ambiti principali nei quali si eseguono i lavori: interventi eseguiti su appartamenti e immobili a prevalente destinazione abitativa (pertinenze comprese) e quelli fatti su edifici a destinazione non abitativa, a uso diverso o, comunque, nei quali la funzione residenziale non è prevalente (per approfondire ulteriormente leggi anche IVA agevolata 10% per ristrutturazioni edilizie: quando si applica e quando no).

Per comprendere appieno come si districa la disciplina della IVA agevolata in edilizia Maggioli Editore consiglia il nuovo e-book targato Ediltecnico ed intitolato Iva in edilizia: come applicarla: l’e-book affronta le problematiche relative alla gestione dell’IVA nel mondo dell’edilizia e degli immobili, in particolare per acquisti, appalti, manutenzioni e ristrutturazioni, anche a seguito delle recenti modifiche apportate dal decreto semplificazioni fiscali D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175.

Lavori eseguiti su immobili a prevalente destinazione residenziale, pertinenze comprese
Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

- l’acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;

- l’acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;

- l’acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;

- le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia.

In un caso specifico, inoltre, l’IVA agevolata è al 4%. Si tratta di tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche come la messa a norma di un ascensore per consentire l’uso ai disabili o l’installazione di un servo scala o l’abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli.

L’aliquota IVA ordinaria al 22%, invece, si applica sempre per il pagamento degli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori (direttore lavori, il tecnico che redige un ACE, il coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altro professionista che presta la propria opera intellettuale a favore del committente).

Gli altri casi in cui si applica l’IVA al 22% sono l’acquisto di materiali e beni diversi dai beni finiti quando non c’è posa in opera da parte del rivenditore e l’acquisto di beni finiti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche in questo caso quando l’acquisto è diretto da parte del committente presso il negozio o il deposito di materiali edili.

Lavori eseguiti su immobili non a prevalente destinazione residenziale
Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa non è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

- acquisto di beni finiti (sanitari, condizionatori, caldaie, termosifoni, ecc.) anche senza posa in opera da parte del rivenditore per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo;

- – le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo.

L’IVA ordinaria al 22% si applica, invece, alle prestazioni di servizi corrisposti sulla base di contratti d’appalto per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

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Articolo pubblicato il 31/01/2013 in Edilizia
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38 Commenti per IVA agevolata ristrutturazioni edilizie: quando al 4%, al 10% e al 22%

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  1. Daniela
    09/09/2014 alle 22:30

    Buongiorno, devo sostituire la porta di ingresso della mia abitazione con una porta blindata; mi sembra di aver capito che posso usufruire, oltre che della detrazione fiscale del 50%, dell’applicazione dell’IVA al 10%. Quale dichiarazione devo allegare per ottenere l’applicazione dell’IVA al 10%?
    Grazie.

  2. Marinella
    30/09/2014 alle 13:59

    Buon giorno io devo creare un impianto di riscaldamento autonomo eliminando quello condominiale le mie agevolazioni sono per l’IVA 4% e la detrazione IRPEF al 50% ? Cosa devo presentare ho dichiarare per le agevolazioni? Grazie

  3. Sebastiano
    14/11/2014 alle 19:06

    Una cooperativa a mutualità prevalente che acquista uno stabile per ristrutturarlo e poi cedere gli appartamenti ai propri soci quale iva va applicata.

  4. Piero
    23/11/2014 alle 09:57

    Sono da sempre vissuto all’estero, Sto ristrutturando un fienile allo stato di rovina con L’intenzione di risiederci. I miei redditi provenienti dalla mia attività estera non mi permettono nessuna agevolazione 1a casa. Cosa ha previsto lo stato per gli italiani residenti all’estero che vogliono tornare in Italia?

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