Terremoto L'Aquila, intesa tra Ministero e Comune per smaltire le macerie

Nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente hanno firmato l’accordo sullo smaltimento delle macerie pubbliche e private prodotte dal sisma del 6 aprile 2009 per ottenere dei vantaggi ambientali e evitare ogni forma di speculazione.

L’intesa prevede l’istituzione di  un comitato di esperti, presieduto dal professore di diritto ambientale, Paolo dell’Anno, già consigliere giuridico del ministero dell’ambiente, con ministero per l’Ambiente, Comune, Regione, Provincia, Arta e Asl, che garantirà programma e norme che portino alla sperimentazione di processi nuovi e punta a rendere concorrenziale la scelta di cave pubbliche locali.  In particolare il primo sito da ripristinare è quello di Pontignone, località Tempera, in seguito sarà avviato il recupero ambientale della cava di San Giuliano e poi il parco archeologico di San Vittorino.

Ricordiamo che il sisma ha prodotto 3 milioni di tonnellate di macerie, di queste 661mila tonnellate sono state rimosse.

Se le macerie pubbliche finiscono nelle cave locali, le altre partono per le più disparate destinazioni, fino anche a Foggia, e in ogni caso, quasi sempre fuori Regione, disperdendo così un tesoro.E i costi per questi viaggi sono pagati con i soldi della ricostruzione: il costo stimato è di 10 centesimi per tonnellate per chilometro.

«L’intesa esprime l’interesse pubblico di conservare le macerie – spiega il ministro Clini – creando le condizioni perché sia conveniente l’uso del pubblico. Ha vantaggi ambientali, consentendo il ripristino di cave, economici per l’abbattimento di costi evitando le speculazioni».

Fonte: Ministero dell’Ambiente

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