Ora è ufficiale, il Decreto Parametri bis entra in conflitto con il Decreto Liberalizzazioni (il d.l. 1/2012) perché in alcuni casi specifici (impatto ambientale, studi di prefattibilità ambientale, indagini geotecniche) la cifra da porre a base d’asta per l’aggiudicazione delle gare sarebbe superiore a quella che sarebbe stata fissata dalle vecchie tariffe professionali per la determinazione degli onorari (d.m. 4 aprile 2001).

A metterlo nero su bianco è il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che dunque ha bocciato il testo della bozza del nuovo decreto parametri bis, che dovrebbe fornire le linee guida per determinare i valori da porre a base delle gare di progettazione per i lavori pubblici.

Ricordiamo che il Decreto Liberalizzazioni aveva escluso in maniera chiara che le nuove tariffe da mettere a base delle gare potessero “condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall’applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell’entrata in vigore del presente decreto”.

“Alcuni di tali parametri”, continua il parere del CSLLPP, “quelli relativi allo studio di pre fattibilità ambientale, allo studio di impatto ambientale, alla fattibilità ambientale, alla relazione di indagine geotecnica determinano un corrispettivo da porre a base di gara più elevato rispetto a quello derivante dall’applicazione del decreto 4 aprile 2001. Il che risulta in contrasto dal vincolo imposto dalla norma in questione”, cioè il Decreto Liberalizzazioni.

Con questo nuovo stop al decreto parametri bis le possibilità di vederlo pubblicato in Gazzetta Ufficiale in tempi brevi si riducono sensibilmente e, con ogni probabilità, la palla passerà al nuovo Governo.

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