NON SONO UN GIOVANE LAUREATO. Lavoro nell’ambiente delle costruzioni fin da prima di laurearmi collaborando inizialmente con studi privati e società di costruzione.

In questo lungo periodo iniziale ho collaborato per la realizzazione di grandi opere raggiungendo direzione di progetti sia nella veste di progettista interno a studi privati sia in contesti realizzativi in cantierizzazioni e costruzioni per conto della Direzione lavori e/o imprese. Da nove anni ho intrapreso la libera professione, quella reale, facendo fronte alle difficoltà connesse.

La maggiore difficoltà incontrata è quella legata alla mancanza totale di rispetto dei termini di contratto d’incarico da parte della committenza sia privata che pubblica (sebbene con la committenza pubblica non ho molto a che fare). I tempi di pagamento, anche se stabiliti da contratto, divengono biblici e spesso, vengono trovati pretesti inverosimili per giustificare i mancati pagamenti. Recentemente, per supplire all’incertezza economica legata alla realtà professionale, ho sfruttato una offerta che mi venne fatta da una azienda sanitaria privata che mi incaricava di sovrintendere, da tecnico, alle manutenzioni e ristrutturazioni di immobili di proprietà.

In questo contesto presentai a mia firma alcuni progetti per conferme di accreditamenti presso la Regione. Sebbene feci quanto mi si chiedeva da parte delle Istituzioni la committenza, nella persona di responsabili interni, mi “indicò” la via da seguire per “omettere” alcune evidenze sulle dotazioni richieste ai fini dell’accreditamento. Al mio rifiuto sono succedute innumerevoli difficoltà che terminarono con la chiusura dei rapporti. La mia esperienza professionale descritta testimonia un contesto della vita reale, legata all’ambiente, che a dir poco è “sottomesso” a poteri forti che niente ha a che fare con i termini di diritto che governano o dovrebbero governare la professione.

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