Tornano in vita le Società tra professionisti (Stp) e relativo regolamento. In seguito allo stop, che doveva essere definitivo ma non lo è più, del Ministero della Giustizia (leggi anche Società tra professionisti, tira e molla del Ministero e Società tra Professionisti, stop definitivo del Ministro Severino) riavvolgiamo tutto e torniamo indietro, per discutere ancora del suddetto regolamento e ancora delle suddette Stp.

Tre le novità (definitive?) che il Ministero della Giustizia dovrà saper mettere nero su bianco in modo chiaro, per non dare adito a interpretazioni delle norme del regolamento. Eccole di seguito.
– i contributi dei professionisti che fanno parte delle Stp vanno versate alle rispettive Casse di previdenza;
– le Stp dovranno essere iscritte a tutti gli Albi professionali di riferimento;
– i soci di capitale delle Stp non possono fare parte di più società, come i soci professionisti.

Vediamo le tre novità in dettaglio.

I contributi sui redditi dei professionisti prodotti all’interno delle Società tra professionisti (Stp) andranno versati alla Cassa di previdenza della categoria di cui il professionista fa parte. I dubbi in merito potrebbero essere risolti presentando, nella relazione che accompagnerà il testo definitivo del regolamento la dichiarazione che i redditi che escono dalle Società tra professionisti sono di natura professionale e nono d’impresa.

Le future Stp dovranno essere iscritte in tutti gli albi di riferimento e non solo in quello dell’attività considerata principale.

Come i soci di capitale, i soci professionisti non possono inoltre partecipare a più società. Dopo un batti e ribatti, il Decreto dovrebbe mettere in chiaro che l’incompatibilità vale per tutti

Il discorso sui regolamenti delle Stp si è quindi riaperto dopo che Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e dei Cup che, ha parlato (dopo lo stop che sembrava definitivo, ma che non lo era, del Ministro Severino) di ultimi ritocchi per il provvedimento da parte dei tecnici ministeriali.
La presidente del Cup aveva precisato anche che il nodo che blocca l’attuazione è la contribuzione delle società alle Casse di previdenza, che potrebbe essere risolto con il riferimento all’attività professionale, al di là della forma societaria. Così è stata, come detto sopra.

La Severino ha quindi rassicurato i professionisti dell’area tecnica sull’imminente arrivo del Regolamento.

Alla fine, quindi, sembra prevalere la linea da sempre richiesta dai Professionisti dell’area tecnica.

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