Mi sono laureata nel 2004 ed ho ottenuto l’abilitazione all’esercizio della libera professione nel 2005 con somma soddisfazione (dopo aver prodotto quintali di “sudate carte”), per poi iscrivermi all’Ordine degli Ingegneri di Ravenna nel 2006. Dal 2005 lavoro in uno studio di consulenza che si occupa principalmente di sicurezza negli ambienti di lavoro, lasciando comunque un po’ di spazio anche al campo dell’acustica, dell’edilizia e dell’antincendio.
Da allora molte volte mi sono chiesta a che scopo aver lottato tanto per avere l’abilitazione all’esercizio della libera professione, per poi diventare dipendente (anche se visti i tempi poco rosei, la mia non vuol essere una lamentela ma solo il prender atto di una situazione di fatto!) ed ogni volta mi rispondo che quello che ho conquistato è un tesoro prezioso: un tesoro tutto mio, un bagaglio che nessuno mi può togliere, un traguardo conquistato che mi ha dato una bella medaglia. Vista la mancanza di certezze nella realtà che stiamo vivendo, sapere che, se tutto va male o se mi stufo di quello che faccio, posso sempre tentare la sorte forte del mio “tesoro” è una cosa che mi fa tornare subito il sorriso. Avere l’abilitazione è un medicina buona non tanto per il corpo (ormai ho perso l’utopia di “far soldi” con la professione!) ma soprattutto per la mente: essere liberi professioni vuol dire ricordarsi di pensare con la propria testa, ricordarsi che nessuno può dirti che sbagli senza prima ascoltarti, ricordarsi che ci sono ancora tanti obiettivi da raggiungere e tanti campi del sapere da esplorare…questo almeno per me. Ed è per questo che, almeno per me, i giovani non devono perdere speranza ma continuare a dedicarsi alla libera professione… ed è per questo che, giorno dopo giorno, non mi cullo sugli allori ma mi ricavo un poco di spazio per avvicinarmi al mio sogno di libero professionista: perché io valgo.

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