Professioni, i giovani laureati rinunciano all'abilitazione

L’abilitazione alla libera professione non è più un traguardo appetibile per i giovani laureati italiani. Il dato poco confortante emerge dal bilancio tracciato dal Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) sugli esami di abilitazione del 2011 (anticipati dal quotidiano Il Sole 24 Ore).

Nel 2011 sono poco al di sopra dei 40mila gli abilitati alla libera professione (22.400 donne e 17.700 uomini), con un calo del 7,5% rispetto all’anno precedente e una contrazione del 21,6% nel quadro degli ultimi 5 anni. Meno abilitazioni dovute non alla maggiore selettività degli esami di Stato, ma al minor numero di candidati.

Tra le categorie più colpite ci sono anche quelle di architetti e ingegneri. Per quel che riguarda i primi nel 2011 sono stati 4.105 gli abilitati (1816 maschi e 2289 femmine ), -4,7% rispetto al 2010 e addirittura -30% se si considerano gli ultimi 5 anni. Un calo confermato anche dal presidente del Cnappc che segnala anche un 1% di cancellazioni dall’ordine, a causa della crisi economica del settore edile e al calo di committenze da parte della pubblica amministrazione.

Freyrie sottolinea anche che su 150mila architetti solo 90mila svolgono la libera professione, mentre gli altri sono dipendenti.

Diverso il caso degli ingegneri che nel 2011 hanno registrato circa 10.300 abilitazioni su 12.300 candidati (con una percentuale di successo pari quasi all’84%), -4,2% rispetto al 2010 e -20% rispetto al 2007.  Un calo dovuto anche alla ripartizione nei 3 settori, civile, industriale e dell’informazione, dell’ordine che ha portato gli abilitati ad iscriversi solamente al settore di appartenenza.

La crisi economica di questi ultimi anni e la condizione di precariato non fanno presagire inversioni di rotta, ma forse con la nuova riforma delle professioni (d.P.R. n. 137/2012) per la quale mancano ancora alcuni regolamenti attuativi come quello delle STP (leggi anche “Società tra Professionisti, che fine ha fatto il regolamento attuativo?“), qualcosa potrebbe cambiare, speriamo per i giovani che decidono di dedicarsi alla libera professione.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento