È stato approvato all’unanimità dall’assemblea legislativa della giunta della Regione Emilia-Romagna il progetto di legge sulla ricostruzione post Terremoto in Emilia: Norme per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.

Tre i principi ispiratori del ddl regionale: riqualificazione preservando l’identità del tessuto urbano, sicurezza antisismica, miglioramento dell’efficienza energetica.

Tra i punti chiave della legge sulla ricostruzione, la relatrice Paola Marani indica “l’individuazione delle UMI, le Unità minime di intervento, per accelerare la ricostruzione negli aggregati edilizi dove sono indispensabili progettazioni e interventi unitari”.

Tra gli altri contenuti di rilievo, segnaliamo:

– tutela del patrimonio vincolato ai sensi della legge 42 del 2004 sui beni culturali: ogni intervento sarà disciplinato e sottoposto al parere della sovraintendenza. Ci sarà, invece, la decadenza del vincolo per il patrimonio vincolato dalla pianificazione comunale per cui è impossibile la fedele ricostruzione;

– istituzione di un apposito fondo di rotazione al quale ricorrere per consentire ai Comuni di esercitare il potere sostitutivo nei confronti delle proprietà inadempienti;

– contrasto alla dispersione urbanistica nel territorio rurale;

– possibilità di recupero dei volumi non ancora utilizzati entro 10 anni;

– incentivo a riportare l’attività e le funzioni nei centri storici;

– priorità per gli interventi dell’aree produttive, su sola delibera del Consiglio comunale competente.

Le tempistiche
Le tempistiche stabilite dalla legge sulla ricostruzione appena approvata prevedono 90 giorni per i Comuni per predisporre le UMI e 90 giorni per i cittadini per presentare i progetti, e nel caso questo non accadesse si provvede con una ‘diffida’ di 30 giorni al termine della quale si procede con la definizione da parte del Comune stesso del progetto: la sintesi generale della ricostruzione passa attraverso il Piano della ricostruzione, cioè lo strumento urbanistico di natura operativa diretto a disciplinare gli interventi, su cui si dovrà esprimere entro 30 giorni dal ricevimento del piano un organismo collegiale partecipato, denominato Comitato unitario per la ricostruzione, costituito in Regione a costo zero per semplificare l’interlocuzione.

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