Non abbiamo fatto a tempo a scriverlo che è arrivato il contrordine. Niente pagamento della TARES a gennaio: tutto rimandato ad aprile (dopo le elezioni, come scrive il quotidiano giuridico LeggiOggi.it, dal quale abbiamo ripreso la notizia).

La decisione di rimandare il momento di rimettere le mani in tasca agli italiani è stata presa dal Governo che, sulla discussione alla legge di stabilità 2013, ormai in dirittura d’arrivo, ha presentato un sub-emendamento all’emendamento che conteneva le disposizione relative alla TARES, il tributo che andrà a sostituire sia la TARSU che la TIA comunali.

Fino a ieri era stato dato per certo il termine di gennaio 2013 per il pagamento della prima rata (delle quattro complessivamente previste), ma è arrivata nel tardo pomeriggio la sorpresa del rinvio ad aprile della TARES che, ricordiamo, andrà a coprire i costi sia del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma anche quelli relativi ai servizi c.d. “indivisibili” e a “domanda individuale”: l’illuminazione pubblica, la manutenzione e l’asfaltatura del manto stradale, gli asili nidi e l’assistenza domiciliare, ecc.

“Difficile pensare che questa scelta non abbia connotazioni strettamente politiche”, scrive LeggiOggi.it. “Il premier Monti, già reo, secondo l’opposizione, dell’IMU, un’imposta sulla casa percepita da molti come un sopruso, ha optato per più miti consigli rinviando la tassa sui rifiuti con l’intento di non precludersi la strada per un eventuale candidatura politica, che sicuramente non avrebbe tratto giovamenti dalla durezza degli ultimi provvedimenti fiscali”.

A pensar male si fa peccato, però …

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