La filiera del legno è in ginocchio. Non sono affermazioni senza fondamento, lo dice Federlegno: negli ultimi cinque anni il settore ha perso il 39% in termini di valore. Il legno necessita di una cura da elefante. Federlegno Arredo avanza una proposta (includere gli arredi tra gli interventi soggetti alla detrazione 50%, come le ristrutturazioni) da inserire nel Milleproroghe che verrà inserito a sua volta nella Legge di Stabilità.

I posti di lavoro persi dale settore legno arredo sono (dal 2007 a oggi) più di 51.000 e più di 10.000 aziende hanno chiuso. È Roberto Snaidero, presidente di Federlegno Arredo che ci fornisce questi dati allarmanti, ma di cui fondamentalmente già sapevamo. Vederseli palesare nero su bianco è la conferma “ufficiale” del fatto che non si può più aspettare e bisogna rimediare.

Allora, ecco le proposte di Federlegno per cercare di “risollevare l’elefante”. Servono, ha detto Snaidero in una conferenza stampa indetta settimana scorsa per lanciare l’allarme, misure a costo zero per lo Stato.
Giovanni De Ponti
, direttore generale di Federlegno Arredo, propone di includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione 50% che al momento sono previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Il concetto su cui si fonda la proposta è semplice e ragionevole: l’arredamento è parte integrante della riqualificazione e del recupero edilizio e va a incidere decisamente sul benessere delle famiglie.

A tal proposito c’è già, dall’ormai lontano luglio 2012, un ordine del giorno presentato alla Camera, ignorato. Secondo le stime di Federlegno la misura è a costo zero e consentirebbe un incremento dei consumi dell’arredamento del 20% su scala nazionale.

Alcuni settori del legno sono in crescita, come quello delle costruzioni strutturali. D’altra parte, però, il legno nell’arredamento sta crollando, come abbiamo detto. Ecco altri dati relativi al 2012:
– consumi sono calati da 33,8 a 20,6 miliardi;
– gli acquisti sono scesi del 17,6%.

Queste, le due notizie peggiori. Ci sono anche dati positivi, in qualche modo:
– le importazioni da prodotti dall’estero sono diminuite sensibilmente, a dimostrazione del fatto che gli italiani non sono “fuggiti” ma che hanno decisamente comprato meno. Insomma, non è un problema di qualità o costi solo italiani;
– -20% di importazioni dalla Cina;
– l’export dall’Italia all’estero ha tenuto il passo, ed è il solo, soprattutto quello verso i paesi extra UE. Ma negli ultimi mesi si è registrato un calo anche in questo segmento.

Sappiamo che l’export è importantissimo, è importantissimo tenerlo più che in vita, e sappiamo anche che le aziende lavorano, quando riescono e quando hanno i mezzi per farlo, quasi solo con l’estero: oggi, sperare di lavorare con l’Italia è come sperare di non pagare l’Imu. Però il settore non può sperare di reggersi solo sulle esportazioni: la speranza di Federlegno Arredo è che l’ordine del giorno possa essere inserito nel Milleproroghe che verrà inserito nella Legge di Stabilità.

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