È stato firmato il verbale di accordo tra Confprofessioni e i sindacati per ridurre i tempi utili per il rinnovo dei contratti a termine. Il presidente di Confprofessioni Stella sostiene che è stato individuato uno strumento doppiamente utile: utile, per la sua flessibilità, per i professionisti e per le caratteristiche di stabilizzazione per i lavoratori.

Negli studi professionali si riducono i tempi per il rinnovo dei contratti a termine: a partire dal 28 novembre 2012 gli studi e le aziende che applicano il Ccnl siglato da Confprofessioni e da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, nel caso di assunzione di un lavoratore con contratto a termine, dovranno rispettare un intervallo di 30 giorni se il contratto a termine scaduto è superiore a sei mesi, ovvero 20 giorni se il contratto a termine scaduto è inferiore a sei mesi.

È quanto è stato stabilito dal verbale di accordo firmato proprio nella data di ieri, 28 novembre, da Confprofessioni e dalle organizzazioni sindacali del settore, che dà attuazione al decreto sviluppo (dl 83/2012) che attribuisce ai contratti collettivi la possibilità di ridurre gli stacchi temporali tra un contratto a termine e un altro originariamente previsti dalla riforma Fornero in 90 e 60 giorni.

Commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella: “Il settore degli studi professionali necessita di regole che consentano nell’ambito del lavoro a tempo determinato una riduzione dei tempi tra un contratto e l’altro. Seguendo questa logica, abbiamo individuato in tempi record uno strumento che risponde all’esigenza di flessibilità dei professionisti-datori di lavoro e allo stesso tempo assicura maggiore continuità, in un ottica di stabilizzazione e di fidelizzazione ai rapporti di lavoro nel settore degli studi professionali”.

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