Giudizio decisamente negativo quello che arriva dal mondo della Meccanica sul testo del Conto Energia Termico. Sandro Bonomi, presidente della Federazione ANIMA/Confindustria, nel commentare il decreto sulle rinnovabili termiche fa notare come “le misure contenute nella bozza del documento inviato alla Conferenza Stato Regioni non sono adeguate per raggiungere gli obiettivi enunciati nella Strategia Energetica Nazionale della quale il Conto Energia Termico dovrebbe essere una delle misure portanti per uno sviluppo sano delle rinnovabili” (leggi anche Conto Energia Termico,per i Geologi è necessario correggere il decreto).

Ma quali sono le perplessità degli industriali della Meccanica? Anzitutto, fa notare Bonomi “vengono destinati al Conto Energia Termico solo 900 milioni di euro all’anno, un settimo di quanto destinato al fotovoltaico”.

Il Conto Energia Termico attuale, inoltre, per ciò che riguarda le pompe di calore presenta una remunerabilità ben al disotto del 40% dichiarato.

“Arriviamo al massimo al 15-20% per le pompe di calore fonte aria e addirittura a meno del 10% per quelle fonte acqua”, spiega Bonomi. “La mancanza dell’incentivazione delle caldaie a condensazione per il settore privato rappresenta un grave handicap che, ci auguriamo, possa essere colmato da una detrazione fiscale del 55% spalmata su un tempo di recupero dell’investimento inferiore ai 5 anni, come la stessa Strategia Energetica Nazionale sembra indicare”.

Ma anche la parte dedicata al solare termico contenuta nel decreto sul Conto Energia termico non soddisfa le aspettative del numero uno di ANIMA

“Per quanto riguarda il solare termico l’incentivo è decisamente inferiore a quanto auspicato se rapportato agli obiettivi molto ambiziosi del Piano d’Azione Nazionale per le Fonti Rinnovabili (PAN del 2010)”, riprende Bonomi.

Ma non è tutto da buttare. “L’aspetto positivo”, continua il presidente di ANIMA/Confindustria, “è dato dal fatto che questa tecnologia possa godere degli incentivi sia per il settore privato così come per quello pubblico”.

“Come Federazione che rappresenta le Tecnologie impiantistiche per il comfort abitativo, l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, ANIMA prenderà tutte le iniziative possibili, cominciando dalle Regioni, atte ad apportare le necessarie modifiche alla bozza dell’8 novembre,  in modo tale che il Conto Energia Termico diventi quello strumento in grado di passare dal dire al fare”, conclude Bonomi .

 

 

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