Pensioni, ok alla riforma Inarcassa per ingegneri e architetti

Con la nota del 19 novembre scorso il Ministero del Lavoro ha dato il via libera alla riforma previdenziale di Inarcassa, che segna il passaggio al metodo contributivo e la sostenibilità a 50 anni.

Con la riforma ingegneri e architetti andranno in pensione a 63 o 70 anni con un sistema di flessibilità in uscita: pensione anticipata a 63 anni d’età e con 35 di contributi, ma con riduzione dell’importo (in considerazione del maggior periodo di godimento della pensione), oppure a 70 anni con un trattamento migliore. Parte del contributo integrativo sarà destinato a previdenza e verrà assicurata la pensione minima indipendentemente dai contributi.

“Il nostro contributivo è una rivoluzione che ci pone all’avanguardia di molti paesi europei – dichiara il Presidente Inarcassa, Paola Muratorio – Grazie ad un sistema innovativo raggiungiamo una sostenibilità strutturale, ossia un equilibrio permanente dei conti, tra entrate e uscite previdenziali a garanzia di tutti gli iscritti, giovani e anziani.”
“La riforma riconosce previdenza e assistenza, nel nome dell’equità inter e intragenerazionale e la coniuga con l’equilibrio economico e finanziario della Cassa – aggiunge – . La valutazione attuariale del Bilancio Tecnico 2011 fatta con i nuovi criteri indica, infatti, un equilibrio strutturale del sistema previdenziale di Inarcassa, che va molto al di là della sostenibilità a 50 anni .

“Sono state così salvaguardate tutte le aspettative solidaristiche dell’attuale sistema previdenziale, quali il mantenimento della pensione minima sia per gli iscritti meno abbienti che per le situazioni meritorie; il riconoscimento di un accredito figurativo relativo alle contribuzioni ridotte degli iscritti giovani; la flessibilità di uscita pensionistica; la pensione volontaria aggiuntiva per chi intende migliorare il proprio profilo previdenziale. Misure che assicurano tutela dove è necessario, protezione ai più anziani ed un migliore profilo previdenziale ai più giovani”.

Il presidente di Inarcassa spiega inoltre che, a garanzia dell’equità intracategoriale, sono stati studiati coefficienti specifici di trasformazione ‘per coorte’ e non per età; l’aspettativa di vita è infatti uguale per tutti i nati nello stesso anno. Sarà così possibile anticipare il pensionamento a 63 anni a patto di aver maturato un’anzianità contributiva di 35, con una riduzione però nell’importo della pensione, in considerazione del maggior periodo di godimento della pensione. Al tempo stesso si potrà andare in pensione a 70 anni con un trattamento migliore.
“La nostra riforma – conclude il Presidente Muratorio – chiama gli iscritti ad un ruolo più attivo e consapevole rispetto alle leve da utilizzare per la costruzione della propria pensione, valorizzando la specificità di ingegneri e architetti liberi professionisti e le caratteristiche del sistema di riferimento delle Casse’.

Fonte: Inarcassa

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1 COMMENTO

  1. ma il contributo versato dagli
    ingegneri non iscritti è sempre dovuto?
    e per quale motivo questo contributo
    non apporta nulla a chi lo versa?

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