Il concetto fondamentale di questa metodologia è quello del rilievo per punti dell’appezzamento in esame, già accennato nel secondo Momento di Topografia.

Per poter determinare la terna di coordinate di qualsiasi A, schematizzata sopra, si deve organizzare  il rilievo tramite il cosiddetto infittimento o raffittimeno: da un numero esiguo di punti, ben segnalizzati sul terreno ed annotati nella ricognizione, si riescono a rilevare le terne di una moltitudine di altri punti, i quali devono poter definire la posizione di tutti i particolari del terreno, sia per quanto riguarda le sue irregolarità sia per gli elementi che vi compaiono, come strade, case, ferrovie, piantagioni, boschi, fiumi, laghi , canali e qualt’altro sia rilevabile e descrivibile.

Quando il sistema di riferimento dev’essere quello geodetico, alcuni punti, detti di inquadramento, sono rilevati “appoggiandosi” ad altri punti già rilevati da Enti come l’Istituto Geografico Militare (IGM) e le cui coordinate sono indicate su dei fogli (monografie), acquistate liberamente presso gli stessi Enti. Detti punti “ufficiali” o trigonometrici, reperibili su tutto il territorio nazionale, formano le cosiddette reti geodetiche.



Con il reperimento di alcuni di questi punti  nelle vicinanze del terreno da rilevare (ricognizione), come A, B, C della figura seguente, ed “appoggiandosi” ad essi con operazioni topografiche specifiche, si riesce a definire la terna di coordinate E, N, Q (o H) del punto P rispetto allo stesso sistema di riferimento dei punti trigonometrici; ciò vale per tutti i  punti del terreno di cui necessita la determinazione delle loro coordinate cartesiane, essenziali  per la prosecuzione del rilievo. I punti di tipo P, per un rilievo di media estensione, sono generalmente pochi, ad esempio 5/6, anche perché le operazioni, di grande esattezza, risultano alquanto onerose: dalla precisione che si raggiunge in questa I fase dipende l’affidabilità di tutto il rilievo successivo.

Se risultasse lecito assumere, un sistema di riferimento arbitrario (locale), come nella maggioranza dei casi, questa prima fase del rilievo sarebbe del tutto superflua.

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