Come farsi pagare dalla pubblica amministrazione? Una domanda che sta facendo impazzire moltissime imprese, che vantano crediti nei confronti degli enti locali e che, forse, troverà finalmente una risposta grazie al pacchetto di decreti corretti sulla certificazione del credito, pubblicato il 6 novembre scorso. Rimane sempre sospeso, invece, il discorso sull’edilizia: pare, infatti, che saranno esclusi i crediti per lavori pubblici (leggi anche Pagamenti PA, esclusi dal decreto l’edilizia e i lavori pubblici).

È arrivata in settimana la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul testo approvato dal Consiglio dei Ministri. Il decreto stabilisce il termine massimo di 30 giorni entro il quale le amministrazioni dovranno pagare i fornitori e i prestatori di servizi, con possibili proroghe a 60 giorni per casi particolari (imprese pubbliche che svolgono attività economiche ed enti sanitari).

I vecchi crediti
Il pagamento dei crediti pregressi vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni sarà gestito tramite il sistema della certificazione dei crediti, disciplinato, per l’appunto, dai decreti corretti pubblicati in Gazzetta Ufficiale ai primi di novembre.

Gli enti hanno visto ridursi l’intervallo di tempo (da 60 a 30 giorni), entro il quale sono obbligati a certificare che il credito è liquido, certo ed esigibile. La certificazione passa attraverso l’iscrizione ad una piattaforma telematica predisposta dal Ministero delle finanze, cui si si potranno gestire le richieste di certificazione del credito e/o le compensazioni fiscali e previdenziali dell’impresa che vanta il credito.

I crediti a partire dal 1° gennaio 2013
Con la pubblicazione del decreto firmato il 13 novembre da Napolitano e in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale in caso di mancato pagamento da parte della p.a. e trascorsi i tempi stabiliti (30 giorni nella maggioranza dei casi), saranno applicati in maniera automatica gli interessi di mora al tasso BCE del +8%

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