Graziano Delrio segnala la necessità di dare ai Comuni la possibilità di allentare i limiti del Patto di stabilità per riuscire a garantire sicurezza dei cittadini nel corso della stagione invernale e nel periodo più critico dal punto di vista del dissesto idrogeologico. Vediamo le dichiarazioni del Presidente dell’ANCI (www.anci.it).

‘’Come abbiamo più volte avuto modo di segnalare come ANCI nel corso delle ultime settimane, l’arrivo della stagione invernale ha riproposto, in tutta la sua drammaticità, i problemi legati alla messa in sicurezza dei territori dai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico’’. È quanto afferma il Presidente dell’ANCI Graziano Delrio il quale torna a segnalare ‘’la necessità che ai Comuni venga concesso di derogare rispetto ai limiti del patto di stabilità interno, per poter assumere tutte le iniziative volte a garantire la sicurezza dei territori e dei cittadini’’.

‘’Allentare i vincoli del Patto di stabilità non deve essere un tabù – spiega Wladimiro Boccali, Sindaco di Perugia e Delegato ANCI alla Protezione Civile – e i Comuni l’hanno già chiesto da tempo, per esempio per impiegare risorse in investimenti e dare fiato all’economia. Se si tratta poi di procedere a un vasto e diffuso lavoro di messa in sicurezza di un territorio, coincidente praticamente con tutta l’Italia, che a ogni serio evento climatico avverso va sott’acqua, allora gli investimenti sono doverosi’’.

Secondo uno studio del Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare, il 9,8% del territorio nazionale – vale a dire circa 3 milioni di ettari – è classificabile come area ad alta criticità idrogeologica. Sono 6.633 i Comuni in pericolo per il dissesto idrogeologico, ovvero l’82% dei Comuni italiani. Limitandosi al solo rischio idrogeologico, oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici, maremoti.

‘’La verità – afferma Boccali – è che scontiamo decenni di non governo, o malgoverno, del territorio, tra quartieri costruiti male, scarse o nulle manutenzione di corsi d’acqua (piccoli e grandi), disboscamenti e incendi, speculazioni edilizie, condoni. Il risultato è che ogni volta aree spesso rilevanti del Paese riportano danni ingenti, e per riparare tali danni si spendono molti piu’ soldi pubblici (e privati) di quanto sarebbe costato prevenirli, non calcolando ovviamente le vite umane che non hanno prezzo’’.

‘’Condivido la proposta del ministro Clini di prevedere una deroga, almeno parziale, alla rigidità del Patto di stabilità, e penso sia opportuno che il prossimo Governo scriva tra i primi punti della sua agenda un piano straordinario di manutenzione del territorio, urbano ed extraurbano. Nello stesso tempo – conclude il Delegato ANCI – bisogna dotare la Protezione civile di tutti gli strumenti necessari per svolgere bene il suo compito specifico, e solo quello’’.

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