Secondo l’Inu il ddl contro il consumo di suolo, detto anche ddl Catania, è decisamente migliorato in seguito all’intervento delle Regioni durante la Conferenza unificata. Ora infatti le aree tutelate sono tutte quelle non urbanizzate attorno alle città, definizione decisamente più consona rispetto a quella precedente, “superficie agricola utilizzata”. Questa una delle novità più interessanti secondo l’Inu, vediamo anche le altre.

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Le osservazioni delle Regioni esposte nell’ambito della Conferenza unificata hanno prodotto un miglioramento sensibile del disegno di legge che punta a ridurre il consumo di suolo e che porta il nome del ministro delle Politiche agricole Mario Catania. Lo ritiene l’Istituto Nazionale di Urbanistica che sul provvedimento ha condotto un dibattito nell’ambito di Urbanpromo, la manifestazione sulla rigenerazione urbana in corso a Bologna fino a sabato. Al confronto hanno partecipato tra gli altri il presidente dell’Inu Federico Oliva e il responsabile suolo di Legambiente Damiano Di Simine.

Per l’Inu si registra un miglioramento del ddl innanzitutto per quanto riguarda le aree tutelate: non sono più solo e semplicemente quelle
che rientrano nella classificazione di superficie agricola utilizzata ma tutte quelle non urbanizzate attorno alle città. Questo permette al provvedimento di fare un salto di qualità, diventando uno strumento che punta a ridurre il consumo di suolo in generale, non solo quello agricolo.

Passo in avanti anche sul versante dei criteri per individuare dove e come ridurre il consumo di territorio. C’è il chiarimento delle procedure rispetto alla prima versione del ddl, anche se l’Inu ritiene che lasciarle alla responsabilità della sola pianificazione territoriale degli enti locali possa non essere sufficiente e non costituisca di per sé una garanzia di contenimento dell’uso di territorio. Sarebbe meglio integrare questo strumento con la predisposizione di efficaci strumenti di fiscalità che, come in Germania, incentivino la rigenerazione urbana e dissuadano dal consumo
di suolo.

Bene per l’Inu che dal confronto con le Regioni sia uscito confermato il divieto di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per fare fronte alla spesa corrente dei Comuni. L’Inu a questo punto auspica che il Parlamento, dopo un proficuo dibattito che consenta una ulteriore limatura, approvi il provvedimento che  costituisce un primo importante passo verso una nuova e intelligente visione di gestione del territorio.

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