L’associazione delle imprese edili Aniem spara ad alzo zero contro il sistema delle Casse Edili. In un articolo apparso oggi sul quotidiano Italia Oggi, il presidente dell’associazione nazionale delle imprese edili manifatturiere, Dino Piacentini, parla di un sistema “anacronistico e obsoleto”, snocciolando i numeri di un sistema della bilateralità che giudica una sorta di carrozzone vetusto e inefficiente.

“120 casse edili, 102 scuole edili e 102 cpt, 2.000 dipendenti, circa 2.500 collaboratori esterni”, dice a Italia Oggi Piacentini, “Vogliamo intervenire sul costo del lavoro per aumentare le retribuzioni dei lavoratori e liberare risorse per gli investimenti, ma per fare questo dobbiamo liberarci da inefficienza, burocrazia e oneri impropri“.

La bilateralità è una prassi di origine sindacale che postula una particolare visione gestionale delle relazioni che intercorrono tra le rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nell’ambito delle funzioni e delle iniziative di matrice bilaterale l’apporto e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti dovrebbe essere paritario e condiviso. Ma dalle parole di Piacentini pare proprio che qualcosa si sia rotto nei rapporti tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Per Piacentini, infatti, “la presenza capillare, funzionale ed economica non ha tuttavia garantito una razionalizzazione del sistema che si presenta frammentato, spesso antieconomico, incapace di rispondere alle esigenze di mobilità delle imprese e dei lavoratori, inadeguato a garantire la rappresentanza alle diverse realtà del settore”.

Piacentini sottolinea come l’Aniem “abbia da sempre cercato di prevedere nella propria contrattazione un sistema più logico, razionale e funzionale: enti realizzati a livello regionale (e non provinciale) garantendo costi minori, sostenibilità economica, omogeneizzazione di servizi e prestazioni, ma il Sindacato ha deciso di concentrare il suo impegno sul consolidamento e sullo sviluppo delle casse edili provinciali promananti dalla contrattazione ANCE”.

In sintesi, quindi, ciò che non piace all’Aniem è l’asse stretto tra le parti sociali e l’ANCE e che crea una situazione iniqua per le imprese aderenti all’associazione di cui è a capo Piacentini che denuncia come “migliaia di imprese aderenti all’Aniem sono prive dell’ente bilaterale di riferimento e sono di fatto vincolate ad utilizzare l’unica cassa edile presente sul territorio, quella della contrattazione ANCE- Flc, che non riconosce il nostro Contratto di Lavoro. E le nostre imprese sono costrette a versare contributi in un sistema nel quale non si riconoscono”.

Contro quella che Piacentini giudica una “gestione protezionistica” del sistema della bilateralità in edilizia, l’Aniem ha scritto all’Esecutivo per richiedere una completa revisione di tutto il sistema.

 

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