Riforma delle professioni: le raccomandazioni dell'Antitrust
Riforma delle professioni: le raccomandazioni dell'Antitrust

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato ai Ministeri competenti un documento con le proprie proposte per una riforma concorrenziale del mercato. Molti gli argomenti trattati dall’Antitrust, tra cui spicca un capitolo dedicato alle libere professioni.

 

Secondo l’Autorità, per completare il processo di modernizzazione delle libere professioni, già avviato con le manovre di fine anno, occorre operare su alcuni aspetti ritenuti cruciali per garantire una maggiore concorrenzialità e assicurare un adeguato sostegno alla crescita del Paese.

 

Via ogni accenno ai tariffari
L’Antitrust chiede l’abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario o di riferimento a essi. In questo senso ritiene che si debba abrogare la parte del d.l. 138/2011 (la c.d. Manovra d’Agosto) in cui si prevede che, se il committente è un ente pubblico, in caso di mancata determinazione consensuale del compenso, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero quando la prestazione del professionista è resa nell’interesse dei terzi, si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministero della giustizia (art. 3, comma 5, lett. d) del d.l. 138/2011, convertito in legge dalla l. 148/2011).

 

Composizione degli organi disciplinari degli Ordini
L’Autorità chiede di riformare la parte dell’art. 3 del d.l. 138/2011 relativo alla composizione degli organi disciplinari degli Ordini. Nello specifico l’Antitrust ritiene si debba prevedere espressamente che negli organi degli Ordini professionali deputati all’esame delle questioni disciplinari entrino a far parte anche membri non iscritti agli albi. Per gli albi locali, l’Antitrust chiede che nelle commissioni disciplinari entrino anche membri iscritti ad albi di diversa competenza territoriale.

 

Formazione, meno poteri agli Ordini
Altro importante richiesta dell’Antitrust richiede una forte limitazione del potere degli Ordini per quello che riguarda la fissazione dei requisiti minimi dei corsi di formazione. Si chiede che non vi sia la necessità di una preventiva necessità di autorizzazioni e riconoscimenti. In sostanza gli organizzatori degli eventi formativi potranno proporsi con una semplice auto-dichiarazione, prevedendo solo dei controlli a campione per verificare la veridicità delle attestazioni.

 

Sulla pubblicità dei professionisti basta controlli degli Ordini
Infine l’Antitrust chiede anche l’abolizione della parte del d.l. 233/2006, nella parte in cui si prevede il controllo, da parte degli Ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti.

 

Autorità garante della concorrenza e del mercato, Raccomandazione 5 gennaio 2012 n. AS901, Proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza

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