Condono edilizio, raccolta di firme di Legambiente contro il nuovo ddl
Legambiente lancia un allarme sul nuovo ddl sul condono edilizio, in discussione mercoledì prossimo in Senato (leggi anche “Condono edilizio, nuovo tentativo in Senato per salvare gli abusi“).
“Una nuova colata di cemento illegale rischia di abbattersi sull’Italia – ribadisce Legambiente in un comunicato -. Il Senato sta per discutere un  disegno di legge, primo firmatario il senatore Francesco Nitto Palma, per un nuovo e generalizzato condono edilizio: il quarto nella storia del nostro Paese e forse il peggiore, visto che addirittura si propone di cancellare le sentenze di demolizione già passate in giudicato. Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall’abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie. Non bastano le oltre 258mila abitazioni illegali costruite dal 2003 a oggi, per un fatturato in nero di 1,8 miliardi di euro“.

“Ancora una volta si vogliono premiare i furbi, scaricando i costi, economici, sociali e ambientali, su chi rispetta le leggi: – aggiunge – i cittadini che chiedono le concessioni edilizie, le imprese di costruzioni che lavorano onestamente, i sindaci impegnati a tutelare il territorio che amministrano, le forze dell’ordine e i magistrati che si battono per affermare il rispetto delle norme”.

L’associazione in difesa dell’ambiente sottolinea che il nostro Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio, “l’esatto contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare”.

In vista della discussione a Palazzo Madama del nuovo ddl, Legambiente ha attivato una raccolta firme, chiedendo a tutte le forze politiche presenti in Parlamento e al governo di impedire questo ennesimo scempio dell’ambiente e della legalità.

Hanno già firmato:

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente

Luigi Ciotti, presidente di Libera

Roberto Saviano, scrittore

Donato Ceglie, magistrato Procura generale di Napoli

Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori

Gianvito Graziano, presidente Consiglio nazionale geologi

Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria

Stefano Pisani, sindaco di Pollica

Stefano Rodotà, giurista

Federico Oliva, presidente Istituto nazionale di urbanistica

Andrea Campinoti, presidente Avviso pubblico

Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa

Carlo Lucarelli, scrittore.

Per firmare la petizione di Legambiente

Fonte: Legambiente

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2 Commenti

  1. come ho gia scritto in fb credo che sia necessario uscire dalla logica del condono al cementismo . ma convertire in recupero del patrimonio che abbiamo. e andare verso la sostenibilita ambientale . cosa che in questi anni ha lasciato dgradare sempre piu il territorio.

  2. Tanta gente come me non comprende i motivi della avversità a qualsiasi ipotesi di condono da parte di Lega ambiente, di tante alte istituzioni e anche di Architetti, per abusi di minima entità che certo non hanno compromesso l’ambiente, ma che di fatto impediscono il rilancio dell’attività edilizia e la circolazione dei beni. Probabilmente non sanno che anche le loro abitazioni non sono in regola e questo a causa di demenziali normative che assimilano il progetto di una casa a quello di una automobile, si tolgano la curiosità di verificare la conformità urbanistica delle loro unità immobiliari e scopriranno di essere loro stessi alla mercè di un qualsiasi Vigile Urbano, che potrebbe denunciarli per un reato edilizio, il più delle volte inconsapevolmente commesso da altri, (ad esempio il precedente proprietario oppure dal costruttore).
    In fondo almeno al nord dell’Italia, parliamo di abusi commessi per necessità decenni orsono e che, se mai sono stati accertati o repressi , ciò è dovuto al fatto che non comportavano di certo un danno all’ambiente e/o alla collettività.
    Il reato edilizio per tali piccoli abusi è ormai prescritto ma senza condono i Giudici , invece che occuparsi di cose serie, dovranno ancora oggi essere impegnati, con immenso dispendio di tempo e di danaro, in migliaia di processi, per abusi edilizi costituiti da verande,tettoie, gazebi e piccoli ampliamenti per i quali accerteranno e sentenzieranno la avvenuta prescrizione.
    Gli amici della Lega ambiente siano seri, e si interessino degli scempi del territorio che ogni giorno vengono perpetrati, ma sempre con regolari permessi edilizi rilasciati con la compiacenza delle pubbliche Amministrazioni , da Immobiliaristi e grandi Cooperative , sempre contrari , Loro, a ogni ipotesi di Condono edilizio. Loro costruiscono sempre “in regola”, e gravi danni subirebbero da un eventuale “condono edilizio” che sbloccherebbe la commercializzazione di tante unità immobiliari appartenenti a poveri privati e piccole imprese.
    Tanti cittadini sono in attesa della riapertura del Condono ter (2003), per piccoli abusi, bloccato da molte regioni, e pur di togliersi quella spada di Damocle che pende sul loro capo ormai da decenni, sarebbero disposti a pagare profumatamente, ma di buon grado, l’aver esercitato un proprio diritto, represso dalla burocrazia, illegittimamente si, ma senza danneggiare ambiente e collettività.

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