L’Antitrust non è contro i professionisti, ma è favorevole a un mercato di servizi professionali più moderno: sono le parole di Giovanni Pitruzzella, il Presidente dell’Agcm, Authority per la concorrenza e il mercato (www.agcm.it) in un’intervista rilasciata a Italia Oggi.

La discussione da cui parte il quotidiano riguarda la segnalazione inviata al Governo in materia di professioni: l’Agcm vuole eliminare il riferimento dell’adeguatezza del compenso rispetto al decoro professionale poiché si tratta di un tentativo degli Ordini di reintrodurre la tariffa obbligatoria. Pitruzzella ha dichiarato che le tariffe professionali non sono utili a tutelare il cliente più debole. Il preventivo di spesa permette invece al cliente stesso di confrontare le offerte professionali e, grazie a comunicazioni trasparenti, egli può orientarsi più facilemente e liberamente.
Sono questi i motivi per cui l’Antitrust ha chiesto al Governo e al Parlamento di cancellare tutti i riferimenti normativi che reintrodurrebbero le tariffe. La concorrenza sul prezzo, prosegue nelle sue dichiarazioni Pitruzzella, non è il solo parametro in base al quale un’impresa sceglie i professionisti; quindi, il rischio che dalla riforma traggano beneficio solo le imprese di grandi dimensioni, forti delle proprie capacità contrattuali e del fatturato, è infondato.

Inoltre, nella segnalazione l’Antitrust riflette sulla disciplina e sul numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari, che riguarda molte professioni. Tra tutti i criteri da considerare c’è quello che il presidente chiama “il fabbisogno di professionalità del sistema sociale e produttivo”, per il quale bisogna ribaltare la prospettiva: il punto non è sapere quanti laureati ci sono ma quali (cioè che tipo) di laureati. “Bisogna introdurre massicce dosi di meritocrazia nel sistema” e la selezione di chi ha merito deve esserre affidata non solo ai test d’ingresso, ma deve rappresentare una costante nel percorso di studi. La selezione in base al merito, insomma, deve essere il criterio fondante di tutto il percorso universitario e formativo.
Infine, Petruzzelli affronta il tema della pubblicità informativa, tema toccato dalla riforma delle professioni: in ogni caso, che si tratti di pubblicità per la prestazione professionale o di pubblicità presenti sui siti internet più disparati, che danno più rilievo al prezzo della prestazione che non alla sua qualità, è il cliente che deve essere messo nelle condizioni di poter cercare tutte le informazioni utili e di valutare il rapporto qualità-prezzo delle diverse offerte.

Quindi, conclude Petruzzelli, ritocco sulle tariffe a parte, non c’è molto da cambiare nella Riforma del Governo Monti.

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1 COMMENTO

  1. L’eliminazione di parametri utili a quantificare oggettivamente le prestazioni professionali porta inevitabilmente alla mercificazione di prodotti che dovrebbero essere prima di tutto di vialore culturale.
    Inoltre in un momento di grave crisi economica che impone a tutti la necessità di essere sul mercato ad ogni costo, ciò amplifica la dequalificazione del prodotto professionale, ormai divenuto merce esposta su una qualsiasi bancarella del mercato rionale, impossibile da valutare e comparare considerato che, fino alla realizzazione, è per sua natura “astratta”.
    I riflessi di tutto ciò sfoceranno, in caso di contenzioso, in una giustizia sempre più discrezionale e diseguale per tutti.

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