Durc, le nuove norme incentivano l'irregolarità, non la semplicità

Arrivano le prime critiche al ddl Semplificazioni bis, in particolare alle novità apportate al rilascio del Durc (leggi anche “DURC, acquisizione d’ufficio e validità a 180 giorni“).

“Le norme sul Durc, il Documento unico di regolarità contributiva, contenute nel Ddl Semplificazioni varato ieri dal Consiglio dei Ministri, non solo sono inutili ma costituiscono un incentivo a proseguire nell’irregolarità”. Lo dichiara Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl.

“Sollevare imprese e lavoratori autonomi dall’obbligo del Durc, sostituito da una semplice dichiarazione, vuol dire cancellare in un sol colpo un provvedimento che dalla sua introduzione ha permesso l’emersione dal lavoro nero di decine di migliaia di lavoratori. Farlo in questo momento, quando con la crisi aumenta il ricorso al lavoro nero, è ancora più grave. Inoltre raddoppiare la durata del Durc da 90 a 180 giorni, ben 6 mesi, è uno schiaffo alle aziende virtuose, che applicano il contratto e versano regolarmente i contributi per i lavoratori, e consente alle aziende non in regola di continuare a lavorare a danno dei lavoratori, del mercato e della collettività”.

“Se davvero l’obiettivo era quello di semplificare, come suggerisce il nome del Ddl – aggiunge Pesenti – bisognava introdurre l’obbligo della richiesta del Durc per via telematica da parte dell’ente appaltante. Questo sì che avrebbe deburocratizzato e semplificato il sistema, evitando tra l’altro le falsificazioni del Documento unico da parte delle imprese, come avvenuto in alcuni casi”, conclude il segretario generale della Filca-Cisl.

Fonte: Filca Cisl

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