Mentre il recepimento della direttiva Ue sui ritardati pagamenti alle imprese è atteso per la metà del mese di novembre 2012, il vice presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, Riccardo Giustino, segnala “la necessità di tener conto delle specificità del settore dei lavori pubblici nell’ambito del recepimento della nuova direttiva. Il settore era stato escluso dal recepimento della precedente direttiva e deve ora necessariamente essere incluso nel recepimento di quella nuova”.

“Sul quadro di una gravissima crisi che investe il settore delle costruzioni”, ha ricordato Giustino nel suo recente intervento al lancio della Campagna europea contro i ritardati pagamenti, “pesa l’inaccettabile fenomeno dei ritardati pagamenti dei lavori da parte della pubblica amministrazione, che rappresenta un elemento di estrema criticità e mette a rischio la sopravvivenza delle imprese di costruzioni operanti nel mercato dei lavori pubblici”.

Nel corso del suo intervento, il numero due dell’Associazione nazionale dei costruttori edili ha delineato una situazione drammatica: “La dimensione finanziaria dei ritardi di pagamento della p.a. alle imprese che realizzano lavori pubblici è in costante crescita ed ha raggiunto ormai i 19 miliardi di euro sui 70 stimati dalla Banca d’Italia”.

Ma non solo aumentano gli importi dei ritardati pagamenti, si allungano anche i tempi di pagamento. “In media”, ha ricordato Giustino, “le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate 8 mesi dopo l’emissione del SAL e le punte di ritardo superano ampiamente i 3 anni”.

Tra le altre priorità da affrontare, il vice presidente Ance ha chiesto di modificare il Patto di stabilità interno in modo da permettere agli enti locali di trovare spazio, nei loro bilanci, per gli investimenti necessari a garantire la qualità della vita dei cittadini e lo sviluppo del Paese e predisporre e finanziare progressivamente un programma di pagamento dei debiti pregressi e di emersione del debito pubblico nascosto.

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