Mi faccio vivo dopo qualche tempo e non dico che ciò avuto da fa’: il ritardo è stato semplicemente una pigrizia, di cui mi scuso con quei due o tre lettori che hanno la gentile compiacenza di seguire questi “Momenti”.

Riprendo da dove ho lasciato, ricordando le due domande che posi nell’ultimo Momento pubblicato:
– come si sceglie la posizione dell’origine degli assi X e Y e la loro direzione sul piano  (orientamento del sistema), con la necessità di indicarli anche a lavoro finito?;
– come i possono determinare le coordinata planimetriche X e Y  rispetto al sistema d’assi adottato?

La scelta dell’orientamento può essere eseguita in due maniere.

La prima è quella imposta o auto-imposta da considerazioni normative  ed operative (capitolati), con cui si posiziona il rilievo tutto in un sistema di riferimento “ufficiale”, ad uso e consumo di tutti i topografi che debbono prenderlo in considerazione.

Provo a spiegare che con tale scelta  il sistema di riferimento piano prevede il semiasse delle Y positive (semiasse Nord) sempre orientato al Nord geografico (N),  coincidente con l’immagine rettificata di un meridiano convenzionale; il semiasse delle X positive (o semiasse Est) si fa coincidere con l’immagine rettificata di una porzione di equatore, corrispondente al terreno da rilevare.

Mi rendo conto che le indicazioni date sono tutt’altro che rigorose, ritenendole comunque bastanti  per far capire  l’orientamento al Nord geografico del sistema cartesiano “ufficiale” (vedi figura seguente, sicuramente approssimativa e fuori scala).

Per ottenere le coordinate piane o rettangolari del generico punto P, EP e NP, che si esprimono generalmente in milioni di metri, si debbono mettere in essere particolari procedimenti, che accennerò in seguito.

L’altra possibilità è quella della scelta arbitraria, essendo lecito stabilire  a priori un sistema di riferimento o orientamento qualsiasi; in questo secondo caso le operatività per giungere alle cartesiane di ogni punto sono generalmente meno onerose di quelle che si debbono mettere in essere adottando la prima ipotesi.

In ambedue i casi, comunque, sul prodotto finale, cioè sulla “carta topografica” del luogo oggetto della descrizione, dev’essere  rintracciabile il riferimento adottato.

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