Professioni tecniche tra liberalizzazione e riforme
Professioni tecniche tra liberalizzazione e riforme

Con l’inizio del nuovo anno si prepara un periodo di profondo cambiamento e rinnovamento per le professioni. Scade infatti il 12 agosto 2012 il termine entro cui gli ordini dovranno riformarsi per non essere aboliti, anche se questa ‘minaccia’ è stata parzialmente ridimensionata da alcune norme inserite nella Manovra Salva Italia (leggi anche Riforma professioni. Gli ordini si salvano dalla estinzione).

 

A partire dalla Manovra di agosto (d.l. 138/2011), fino ad arrivare al Decreto Monti (il c.d. Salva Italia), e passando per la Legge di Stabilità (l. 183/2011), sono molte le norme che profilano una vera e propria rivoluzione per l’assetto delle professioni e degli ordini nel nostro Paese.

 

Innanzitutto è stata cancellato ogni riferimento alle tariffe minime per la determinazione del compenso del professionista; quest’ultimo dovrà concordare con i propri clienti l’ammontare del proprio corrispettivo.

 

Tranne per quelle professioni in cui è in gioco un ‘interesse pubblico’ (tra cui rientrano anche le professioni tecniche), l’accesso al mercato sarà libero e non più vincolato all’iscrizione all’albo. La formazione continua diventa un obbligo per tutti, secondo modalità diverse da professione a professione, che saranno stabilite dal Consiglio nazionale di ciascun ordine.

 

Viene inoltre disciplinato il contratto di tirocinio/apprendistato, stabilendo che il tirocinante deve godere di un ‘equo compenso’ e che la durata dell’apprendistato non può superare i 18 mesi. Peraltro, proprio il recente contratto per i dipendenti degli studi professionali è stato il primo a recepire le nuove norme sull’apprendistato (leggi anche Contratto Studi Professionali. Le novità sull’Apprendistato).

 

I professionisti dovranno stipulare una polizza assicurativa contro i rischi derivanti dall’esercizio della professione e fornirne obbligatoriamente gli estremi e le caratteristiche ai propri committenti. Nell’ambito del processo di liberalizzazione, poi, viene ammessa la pubblicità informativa, che consente al professionista di rendere noti tramite i tradizionali mezzi di comunicazione le proprie specializzazioni, i titoli posseduti e compensi richiesti per prestazioni tipo.

 

Entro il 12 agosto 2012, agli ordini è demandato l’obbligo di distinguere gli organi istituzionali da quelli che dovranno dirimere le questioni disciplinari.

 

Altro tema caldo per i prossimi mesi sarà quello relativo all’istituzione delle società tra professionisti, prevista dalla legge di stabilità (l. 183/2011). Su questo punto è recentissima una dura presa di posizione del CUP, il Comitato Unitario delle professioni, che ha denunciato la nebulosità del dispositivo di legge e l’impossibilità ‘legale’ di esercitare da parte di queste nuove forme societarie, almeno finché non saranno emanati dei regolamenti attuativi ad hoc (leggi anche Società tra professionisti, impossibile esercitare fino all’emanazione dei regolamenti attuativi)

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