Nonostante i tentativi del Governo di dare una regola alle stazioni appaltanti, per quanto riguarda la determinazione dei corrispettivi a base di gara nei servizi di progettazione di architetti e ingegneri, non si rischia il caos, ma è già caos. Così, i Ministeri delle Infrastrutture e della Giustizia stanno lavorando per definire gli importi: nelle prossime settimane arriverà un decreto che li determinerà con precisione.
In realtà una base per calcolare i compensi ci sarebbe già. Si tratta del d.m. Giustizia 140/2012 che fissa i parametri per la liquidazione dei compensi ai progettisti. Il Decreto Sviluppo (83/2012) avrebbe già dato le linee guida da questo punto di vista, ma si sono verificati due problemi.

Il primo problema consiste nel fatto che pochissime amministrazioni conoscono il d.m. 140/2012.
Il secondo problema invece consiste nel fatto che, come previsto dal Decreto Sviluppo, il decreto sui compensi avrebbe dovuto esser emenato di concerto tra Infrastrutture e Giustizia. Questo problema verrà risolto (pare) dal nuovo decreto che tutti i progettisti aspettano per le prossime settimane, almeno in bozza.

Intanto, regna il caos normativo: ogni amministrazione si muove autonomamente e dai minimi tariffari si è passati alle tariffe fai da te. Alcuni enti appaltanti decidono di applicare  i nuovi parametri del 140/2012 (quelli che lo conoscono), altri fanno riferimento alle vecchie tariffe, altri si affidano all’Autorità di Vigilanza.

Ci sono già alcune indiscrezioni sul nuovo decreto:
– si dice che tornerà un rimborso spese forfettario del 20%;
– verrebbe eliminata la possibilità di aumentare o ridurre gli onorari del 60% prevista dal d.m. Giustizia 140/2012.

I Ministeri delle Infrastrutture e della Giustizia stanno lavorando: si tratta di un atto dovuto per ingegneri e architetti, che devono avere punti di riferimento precisi, così come li devono avere le Pubbliche.

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