Raddoppiata la stima di perdita del PIL italiano. Il Governo nel recente aggiornamento del DEF ha rivisto al ribasso le previsioni per la crescita. Se ad aprile 2012 la stima era di una diminuzione dell’ordine del -1,2%, con il DEF di settembre si parla di un -2,4%, esattamente il doppio.

Anche per il prossimo anno le previsioni per l’economia italiana sono negative:-0,2% nel 2013 rispetto al 2012 (era +0,5% nel DEF di aprile scorso), mentre una crescita del Pil è prevista nel 2014.

Purtroppo per il settore delle costruzioni la correzione al ribasso effettuata dal Governo è stata notevole: la nota di aggiornamento del DEF stima una riduzione degli investimenti in costruzioni del 6,1% rispetto al 2011, contro il -1,6% stimato sei mesi fa. L’unico elemento di consolazione arriva dall’analisi UCoMESA, l’Unione dei costruttori macchine edili, stradali, minerarie ed affini, secondo cui nel primo semestre 2012 le esportazioni italiane di macchinari per il settore delle costruzioni sono aumentate del 20% rispetto a giugno 2011 (leggi il dettaglio su Impresedili.it).

Se andiamo ad esaminare gli ultimi cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, riportandosi ai livelli della metà degli anni ’70.

Gli indicatori Istat che testimoniano la crisi
I dati Istat di contabilità nazionale, diffusi a metà settembre, evidenziano che nel secondo trimestre 2012 gli investimenti in costruzioni segnano una diminuzione del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-6,3% è anche il risultato del primo semestre 2012 nei confronti del primo semestre 2011).

L’indice Istat della produzione nelle costruzioni evidenzia, nel mese di luglio 2012, un’ulteriore flessione del 14,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che segue i già rilevanti cali dei mesi precedenti. Complessivamente nei primi sette mesi del 2012 si registra una caduta del 13,9% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

Risultati molto negativi continuano inoltre a registrarsi nei consumi di cemento, che a luglio di quest’anno, secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico elaborati dall’Aitec, hanno segnato un ulteriore calo tendenziale del 14,2% nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente, per una riduzione complessiva , nel periodo gennaio-luglio 2012, del 22,5% su base annua.

Le misure messe in campo dal Governo e gli auspici dell’ANCE
Per i Costruttori edili le misure messe in campo del Governo rappresentano un primo segnale concreto per contrastare la crisi ma si rivelano non sufficienti a garantire la ripartenza del mercato.

“Tra i provvedimenti d’interesse per il settore previsti nel decreto sviluppo”, puntualizza una nota ANCE, “il potenziamento dell’agevolazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie (dal 36% al 50%) e la proroga della detrazione 55% (entrambi fino al 30 giugno 2013), potrebbero impattare positivamente sui livelli produttivi del settore delle costruzioni già nel corso della seconda metà di quest’anno.

Ma tutto questo non basta.

Per l’ANCE i nodi da sciogliere in funzione di una ripartenza del settore delle costruzioni sono tre: riattivare la domanda abitativa e dare una risposta al problema della casa che molte famiglie continuano ad avere; spendere le risorse disponibili per le infrastrutture per migliorare la dotazione e la qualità infrastrutturale; risolvere il problema dei ritardati pagamenti da parte delle P.A. alle imprese anche attraverso una tempestiva emanazione dei decreti attuativi.

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