Il settore delle costruzioni e le imprese edili del Lazio tremano, pensando a come e quando potranno avere indietro dalla Regione gli oltre 2 miliardi di euro di crediti maturati e che ora, con le dimissioni del governatore del Lazio Renata Polverini, travolta dallo scandalo dei rimborsi facili, paiono difficilmente esigibili. Almeno in tempi rapidi. E anche sullo sviluppo del Piano Casa Lazio la situazione non è migliore: cosa avverrà del provvedimento attualmente al centro di un accesso confronto tra Regione e Governo?

Ma andiamo con ordine.

Due miliardi di crediti vantati dalle imprese edili verso la Regione e gli altri enti locali del territorio laziale. Si tratta di una stima elaborata dall’Associazione dei costruttori edili di Roma, ma che potrebbe essere addirittura rivista al rialzo se, come dice il presidente dell’Acer, Eugenio Batelli: “sono numerose le imprese edili che non dichiarano i crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni”.

L’ammontare complessivo di questo debito enorme dipende, in parte, dalla lentezza nei trasferimenti delle risorse finanziarie dalla Regione agli enti periferici; ma solo i debiti diretti tra Regione Lazio e imprese edili ammontano, comunque, a circa un miliardo di euro.

Il rischio ora è che i pagamenti vengano ritardati ulteriormente a causa delle dimissioni dell’intera giunta presieduta da Renata Polverini che, in attesa delle elezioni, potrà occuparsi solo della “ordinaria amministrazione”.

Entro la fine dell’anno, con l’approvazione del Bilancio, si dovranno verificare le coperture finanziarie degli interventi per i quali i costruttori romani aspettano di essere pagati. Se tale copertura non dovesse esserci, il pagamento non rientrerebbe nelle mansioni di “ordinaria amministrazione” e diventerebbe una questione “politica” … con conseguente dilatazione dei tempi.

Il nodo Piano Casa
L’approvazione, tra le proteste, del nuovo Piano Casa Lazio (legge regionale 12/2012) avvenuto prima della pausa estiva non sgombra l’orizzonte dal confronto tra Regione e Governo che, su istanza del Ministero dei beni culturali è pronto a impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale (leggi anche Piano Casa Lazio, ok alle modifiche tra le proteste). Tra gli elementi al centro del contendere vi è anche lo spirito del provvedimento che andrebbe contro la recente legge sul consumo di suolo varata dall’Esecutivo. Altro elemento di disaccordo Regione – Governo è la misura del cambio di destinazione in deroga.

E ad augurarsi l’impugnativa del Governo contro il Piano Casa Lazio è l’INU che dichiara: “Un’eventuale iniziativa governativa potrà avere l’effetto positivo di ripristinare il rispetto delle regole e la difesa del territorio e dell’ambiente” (leggi anche Piano casa Lazio, l’Inu spera nell’impugnazione del Governo).

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento