Il Ministro del lavoro Elsa Fornero ha incontrato mercoledi 19 settembre i Presidenti delle Casse previdenziali dei professionisti, quindi anche dei tecnici, in particolare Inarcassa e la Cassa dei Geometri.

In generale (con qualche problema per i ragionieri e i medici) le Casse di previdenza hanno superato il test del Ministro: il Sole 24 Ore ha condotto un’inchiesta e i bilanci attuariali danno risultati confortanti, la Casse dimostrano cioè di essere sostenibili per un periodo di 50 anni.
Entro il 30 settembre le Casse devono presentare bilanci in equilibrio, in base a quanto previsto dalla Riforma delle professioni (vai alla pagina dedicata alla Riforma delle professioni). Se non lo faranno, incorreranno nella penalizzazione del contributo pro-rata dal 2012 e nel contributo di solidarietà per i pensionati.

Inarcassa, per dimostrare l’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni, ha messo in atto la riforma più radicale di tutte: ha scelto il passaggio al contributivo. Come ha detto il presidente Paola Muratorio, la decisione è dettata dall’esigenza di garantire sì la sostenibilità, ma anche l’equità tra giovani e anziani. Sul Sole 24 Ore di ieri, la Muratorio ha dichiarato: “Sono importanti i criteri di partenza della riforma. Il tasso di rivalutazione adottato è il Pil di Inarcassa, che è pari al suo monte redditi. Si tratta dell’unico parametro che garantisce stabilità della gestione. Inoltre i coefficienti di trasformazione dei montanti contributivi in pensione sono calcolati per coorti, per evitare che ci sia disparità nel calcolo della pensioni per osoggetti nati nello stesso anno”.
Il sistema per coorti prevede che vengano assegnati coefficienti quando una leva raggiunge l’età minima per la pensione. I coefficienti sono crescenti se viene ritardato il pensionamento, poichè l’aspettativa si riduce.
In base a tutto questo, Inarcassa ha previsto un saldo previdenziale negativo solo dal 2051 al 2053 per 20 milioni a fronte di un saldo totale di 1 miliardo e mezzo. Per i giovani vengono mantenute le  agevolazioni: devono versare solo 1/3 dei contributi minimi per la pensione per 5 anni.

La Cassa dei Geometri, per garantire sostenibilità a 50 anni, ha deliberato una riforma a giugno 2012. L’onere verrà distribuito a tutti gli iscritti, compresi i pensionati. I ministeri vigilanti devono approvare le delibere.
Non sono stati utilizzati i rendimenti del patrimonio della Cassa.
Per l’accesso alla pensione si è intervenuto sui requisiti anagrafici per l’accesso al pensionamento, si è cristallizzato temporaneamente l’adeguamento Istat per i redditi medio-alti ed è stato ridotto il coefficiente di rivalutazione dei redditi nel calcolo retributivo pro-rata. Altri punti definiti sono:
– chi sceglie il calcolo pro-rata andrà in pensione a 67 anni di età, chi sceglie il retributivo andrà in pensione a 70 anni;
– il contributo soggettivo aumenta al 15% e l’integrativo al 5%;
– il sistema di calcolo per l’assegno dipende dall’età del professionista che decide di andare in pensione (67 o 70);
– il sistema di calcolo  per l’assegno è pro-rata o retributivo, vale a dire è misto.

La riforma della Cassa dei Geometri partirà dal 2014 e sarà a regime dal 2019. Non sono previste annualità negative nel corso dei prossimi 50 anni.

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