Gli Avvocati hanno deciso di ricorrere al TAR per dichiarare incostituzionale la Riforma delle Professioni e il decreto sulle tariffe. Gli Architetti sono contrari.

Il Presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrie è stato chiaro e si è schierato con il Governo: “Qualora il ricorso andasse avanti valuteremo, con altre professioni, di intervenire ad adiuvandum del Governo”.

In una nota del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si legge: “Chiediamo al Consiglio Nazionale Forense di recedere dalla decisione di ricorrere al TAR contro il DPR di Riforma delle professioni e il DM sui parametri per la valutazione economica delle prestazioni professionali. Gli architetti italiani hanno il massimo rispetto per le posizioni assunte dalle rappresentanze degli avvocati nell’iter della Riforma, così come delle loro richieste di modifiche che riguardano le loro specificità: ciò avvenga, però, senza danno agli altri milioni di professionisti che ritengono, invece, l’iter riformatore concluso in modo sostanzialmente positivo e utile”.

E per questa volta la lotta degli Architetti viene spalleggiata dagli Ingegneri, che non vogliono ricominciare tutto da capo e si distaccano dalla posizione assunta dall’Ordine degli avvocati.

Dopo vent’anni di discussioni e proposte sulla Riforma, gli Architetti respingono il ricorso al Tribunale, convinti che il testo sul riordinamento delle professioni, anche se imperfetto, abbia raggiunto un buon equilibrio tra rispetto dell’interesse generale, autonomia professionale e realtà del mercato.

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