Il Parlamento dell’Unione europea ha approvato definitivamente ieri la direttiva sull’efficienza energetica con una maggioranza larghissima (i Sì sono stati 632, mentre appena 25 i No). Con la direttiva sull’efficienza energetica, l’obiettivo del risparmio energetico si trasforma, come ha avuto modo di ricordare il relatore Claude Turmes, “da obiettivo politico a obiettivo vincolante per gli Stati membri”.

Ma quali sono le misure contenute in questa direttiva?

Intanto una data è stata fissata. Entro aprile 2013 gli Stati membri dovranno fissare degli obiettivi nazionali di efficienza energetica da sottoporre al vaglio della Commissione a Bruxelles. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre la dipendenza energetica dell’Unione, tagliando del 20% la quota di approvvigionamento di combustibili fossili (petrolio e gas) dai Paesi extra Ue.

Il primo settore che dovrà garantire il risparmio energetico è quello dell’edilizia. La direttiva impone un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e di utilità pubblica del +1,5% all’anno. Si stima che la quota del settore edilizio garantisca un risparmio del 10-12% sul 20% totale.

Tutte le grandi imprese, inoltre, avranno l’obbligo di sottoporsi una volta ogni 4 anni a un audit energetico (obbligo che non sarà invece imposto alle PMI). La quota restante di risparmio energetico prevista dovrà essere soddisfatta dalla direttica Cars, dalle nuove disposizioni sulle caldaie (ancora in fase di discussione) e su altre iniziative sul miglioramento dell’efficienza degli elettrodomestici, in primis televisori e frigoriferi.

Per finanziare gli interventi saranno necessari circa 50 miliardi di euro all’anno, facendo ricorso ai fondi strutturali e ai prestiti della Bei

Allo studio anche delle particolari forme di finanziamento delle iniziative previste dalla direttiva sull’efficienza energetica, come, ad esempio, l’emissione di project bond per investimenti rivolti al risparmio di energia.

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1 COMMENTO

  1. Come si concilia l’obiettivo della riduzione del 20 % al 2020 con l’altro di “edifici ad energia quasi zero”, per il 2018 per gli uffici pubblici, e per il 2020 per gli altri?

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